Gesta di Śaṃkarācārya, capitolo III: Nascita e infanzia di Śaṃkara Bhagavatpāda

Molte sono le biografie di Ācāryajī; in esse prevale la tendenza a far risaltare l’aspetto prodigioso della sua vita, allo scopo di incrementare la devozione negli animi dei lettori, piuttosto che riferire le poche notizie certe che lo riguardano. Si dovrà trarre perciò una narrazione plausibile raccogliendo i dati che sono unanimemente trasmessi in questi testi, tralasciando le pie leggende e le eulogie che si trovano sporadicamente qua e là.

La causalità-ignoranza nel sonno profondo secondo la Māndūkia Upanisad e le Kārikā di Gaudapāda*

Sulla rivista ATRIUM è stato pubblicato questo articolo di Gian Giuseppe Filippi. Il tema trattato, “La causalità-ignoranza nel sonno profondo” riteniamo sia di sicuro interesse per i Lettori di queste pagine; così abbiamo chiesto al Direttore editoriale di Atrium, Professor Nuccio D’Anna che ringraziamo sinceramente, la possibilità di pubblicarlo anche nel nostro blog.

Gesta di Śaṃkarācārya, capitolo II: L’apparizione del jñāna avatāra

Il significato di questa esposizione mitica sulla comparsa del jñāna avatāra corrisponde con una certa precisione anche alla verità come si è prodotta storicamente. L’unica cautela che qui segnaliamo riguarda la concezione di avatāra: in questo caso non si tratta di ciò che popolarmente si intende con avatāraṇa, sulla base di fonti esteriori purāṇiche, ovvero come se si trattasse della discesa di un Dio sulla terra. Infatti non si tratta qui né di discesa né, tanto meno, di ‘ridiscesa’, come alcuni fantasticano. Il jñāna avatāraṇa o Īśvara avatāraṇa è l’apparizione della conoscenza insegnata da un jīvan mukta. Non si tratta di un semplice guru, ma l’evidenza della Realtà espressa come una benedizione per chi è in grado di capire.

Meister Eckhart e la Conoscenza dell’Assoluto – Corrispondenze con l’Advaitavāda (Presentazione)

Uno studio che si propone di fare emergere i tratti di un unico insegnamento sul Reale, che in questo caso accomuna Oriente e Occidente nelle persone di questi due insigni esponenti che sono Ādi Śaṃkarācārya e Meister Eckhart, ci sembra fornire un contributo prezioso in vista del superamento di certi pregiudizi che in molti casi vanno a scapito di un sincero e proficuo orientamento spirituale.

Svāmī Jñānānandendra Sarasvatī Mahārāja, Advaita Jijñāsa 1

Этот краткий трактат в форме диалога, Advaita Jijñāsa, “Желание познать Веданту» является ценным синтезом доктрины Веданты, с помощью которого исправляются различные ошибки, типичные для неоведантина.

Questo breve trattato in forma di dialogo, Advaita Jijñāsa, “L’attrazione per la conoscenza non duale”, è una preziosa sintesi della dottrina vedāntica con cui si rettificano diversi errori tipici del Neo-Vedānta.

Всемогущество Брахмы – L’onnipotenza di Brahman di Śrī Śrī Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī Mahārājajī

Брахму часто называют всеведущим и всемогущим Господом (sarvajñaḥ sarvaśaktirīśvaraḥ), первопричиной рождения, поддержания и разрушения мира. Два момента могут вызвать сомнения у начинающего…

Brahman è spesso descritto come l’onnisciente e onnipotente Signore (sarvajñaḥ sarvaśaktirīśvaraḥ), causa della nascita, mantenimento e dissoluzione del mondo. Due dubbi possono insidiare la mente del principiante…

Due parole sulla fede

“La fede è espressa in sanscrito dalla parola śraddhā. La Bhagavad Gītā (XVII.2-3) afferma: “La śraddhā di ogni essere vivente sorge dalla sua stessa natura ed è triplice. Quella della purezza [sorge] da sattva, quella della passione da rajas e quella dell’inerzia da tamas. O discendente di Bharatha, la fede di un essere umano è connaturata alla sua mente. Ogni persona è costituita dalla sua śraddhā. In verità ognuno è quello che è la sua fede”. Da questa affermazione scritturale si deduce che śraddhā assume caratteristiche diverse a seconda della prevalenza di un guṇa sugli altri due”. Da questa premessa viene sviluppato dall’Autore, questo breve ma efficace articolo che ci propone spunti di riflessione inusuali su di una tematica nevralgica in ogni via spirituale.

Conoscenza e rito

Per chiarire, a chi può e vuole comprendere, animato da solo desiderio di verità, proponiamo una breve raccolta di insegnamenti di ādi Śaṃkara Bhagavatpāda che indicano in modo inequivocabile la differenza fra Conoscenza (jñāna) e rito (dharma) e la spiegazione inconfutabile del perché solo la prima conduca alla Liberazione dalla condizione sāṃsārika. Presa coscienza di queste sentenze della massima Autorità advitīya, appare temerario inventarsi un Vedānta in base alla semplice lettura d’un singolo libro, che oltretutto non esprime il puro Advaitavāda. Infatti “Brahman deve essere conosciuto solo per mezzo dell’insegnamento tradizionale dei maestri e non con argomentazioni, studio, ragionamento, erudizione, meditazione, ascesi, sacrifici” (KeUŚBh I.4).