IL SAGGIO DI KĀÑCĪ, Introduzione
T. M. P. Mahadevan, IL SAGGIO DI KĀÑCĪ, Ekatos Edizioni Aprile 2026. Pagine 230, immagini 10, euro 27,00.
T. M. P. Mahadevan, IL SAGGIO DI KĀÑCĪ, Ekatos Edizioni Aprile 2026. Pagine 230, immagini 10, euro 27,00.
Cominciamo con la traduzione di questo articolo di Devadatta Kīrtideva Aśvamitra (Due parole sulla fede), la nostra collaborazione con il dottor André Marques, volta ad agevolare la lettura dei nostri testi e di quelli pubblicati da Vedavyasamandala.com per quanti ci seguono dalle terre di lingua portoghese.
A Ādi Śaṃkarācārya spesso vengono attribuite opere e parole che non gli appartengono; mentre, al contrario, quelle autenticamente Sue, altrettanto spesso non sono comprese e quindi travisate. Ecco alcuni autorevoli spunti per mettere a fuoco la questione, e non solo questa.
Enzo Maria Cosma, con questo studio, ha voluto rendere ancor più netta la differenza tra la prospettiva della Paravidyā da quella dell’aparavidyā e distinguere con chiarezza l’insegnamento della Realtà dalla Realtà stessa. Questa minuziosa ricerca con la comparazione delle fonti dell’una e dell’altra prospettiva, fornisce gli elementi per un giudizio obiettivo e scevro da pregiudizi fideistici.
LA CONOSCENZA DEL SÉ, Ātma Jñānam (AA.VV.), Ekatos edizioni Dicembre 2022 – 129 pp 18,00 euro.
Pubblichiamo la prefazione e il testo di un discorso del Jagadguru Śrī Śrī Candraśekhara Bhāratīmahā Svāmīgal che introduce l’argomento da cui il volume prende il titolo.
Paramparā aggiornate dello Śāradā Pīṭham di Śṛṅgerī e di Dvārakā, del Govardhana Pīṭham di Purī, dello Jyotir Pīṭham di Jyośimaṭha e del Kāmakoṭi Pīṭham di Kāñcī.
Публикация Адхьяса Бхашья кажется нам очень полезной, потому что все чаще встречаем возрадившийся интерес к Адвайта Веданта. Эта преамбула к Брахма-сутре является не просто переводом для введения, а основой для понимания самого Произведения. На самом деле, это дает квалифицированному читателю возможность решить фундаментальный вопрос взаимного наложения Атмана и Анатмана.
In questo capitolo conclusivo, si cerca di fare un po’ di chiarezza circa le innumerevoli Opere attribuite a Śaṃkara. Questo lavoro è particolarmente importante, non tanto per celebrare l’Autore, ma perché spesso sotto il Suo nome vengono proposte sottilmente tesi dualiste che nulla hanno in comune con la vera Dottrina advitīya da Lui esposta.
In questo capitolo conclusivo l’Ācārya compie un pellegrinaggio con cui raggiunge le quattro estremità dell’India fondando i corrispondenti Pīṭham, centri iniziatici stabiliti per la difesa della pura dottrina advitīya. Śaṃkara proseguì poi alla volta di Badari, dove s’incontrò con Gauḍapāda, Śukācārya e Veda Vyāsa, tutti estremamente soddisfatti di come aveva espresso e diffuso la dottrina suprema. Qui lo venne a prendere un manipolo di aiutanti divini del Dio Śiva che lo condussero fino alla vetta del monte Kailāsa. Sulla strada del ritorno, egli in solitario prese la direzione di Kedārnātha. Fu su questi sentieri di alta montagna che Śaṃkarācārya scomparve per sempre. Non ci sono racconti sulla sua sparizione. A Kedārnātha un modesto samādhi starebbe a ricordare il luogo in cui svaporarono i cinque elementi che componevano il suo corpo. Aveva allora compiuto da poco i trentadue anni.
Ora che Śaṃkara si era diretto verso sud-est rispetto a Kāśī (Benares), per dibattere con Maṇḍana Miśra, si trovava poco a nord dalla città di Ujjayinī, un importante luogo sacro. Decise così di dirigersi verso Kālaḍi, il suo villaggio natale nell’estremo sud, compiendo un pellegrinaggio a tappe. Dopo Ujjayinī, visitò l’altra importante città santa di Nāsik per poi piegare verso oriente e raggiungere il lontano villaggio di Śrī Śaila.