Gloria al Guru, i cui insegnamenti ci permettono di vedere la corda oltre l’apparenza del serpente; gloria al Guru che ci insegna a non identificarci col corpo, con la mente, con l’ego; gloria al Guru che ci aiuta a realizzare che siamo la Realtà Assoluta, non duale. Quello che stiamo per scrivere non potrebbe essere vero senza le precedenti istruzioni e l’approvazione del Guru.
Gloria al Guru, al Paramaguru e al Parameṣṭhi Guru, fonti inesauribili di conoscenza infallibile.
Śrī Śaṃkarācārya Bhagavatpāda è la massima autorità di Advaita Vedānta, la dottrina metafisica che insegna la conoscenza del Supremo Brahman non-duale.
Sebbene esistano già diverse biografie di questo sommo Maestro, abbiamo ritenuto utile pubblicare questo lavoro dal taglio dottrinale e sintetico più che agiografico e narrativo per alcune ragioni specifiche. Innanzitutto perché la figura dell’Ācārya, fino dai primi anni dalla sua manifestazione è presentata per il ruolo essenziale che ha svolto: innestato nel solco dei Maestri che lo hanno preceduto, è il difensore e restauratore della Via della Conoscenza (jñāna mārga), nei confronti delle tendenze dualiste che in ogni tempo cercano di dare un’interpretazione adulterata dell’Assoluto, avvalendosi di mezzi conoscitivi che non avendo comune misura con Quello, non fanno altro che reiterare incessantemente la sovrapposizione (adhyāsa) dei molteplici anātman sull’Ātman, l’unica Realtà che si cela in tutti gli esseri. Ciò finisce col determinare una specie di circolo vizioso da cui non se ne esce se non con l’accettazione fideistica di certi postulati, in netto contrasto con l’insegnamento dall’Advaita che si fonda unicamente sulla conoscenza basata sulle Upaniṣad insegnate da un maestro realizzato, sperimentata alla luce dell’intuizione e della logica tradizionale.
Inoltre Śrī Śaṃkarācārya, per dare pieno compimento alla sua opera dottrinale, ha rinnovato il saṃpradāya primordiale, la cui catena di trasmissione iniziatica (paramparā) ha veicolato, attraverso i Guru che si sono succeduti sino ad oggi, l’autentico insegnamento advitīya. L’unico fine che questa tradizione indica al discepolo qualificato è il metodo puramente gnostico per affrancarsi dall’illusione (bhrānta) del mondo manifestato (saṃsāra) per scoprirsi libero (mukta) dai condizionamenti illusori prodotti dall’ignoranza.
Ci sono diverse “Vite di Śaṃkara” apparse in India e facilmente reperibili; alcune sono state scritte da autorevoli Ācārya e Guru.
L’Autrice si è rifatta alle opere di due notissimi guru contemporanei, il Jagadguru Svāmī Candraśekharendra Sarasvatī e Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī. Pertanto, questo lavoro si fa apprezzare particolarmente per la capacità di indurre il lettore a relazionarsi con la dottrina che rappresenta veramente la massima espressione del Sanātana Dharma, la Tradizione primordiale e perenne da cui tutte le altre derivano come rami da un tronco, come gemme da un ramo.
Per offrire un’ulteriore possibilità di approfondimento, in chiusura di questo lavoro abbiamo inserito tre saggi ispirati alla dottrina śaṃkariana che consentono di coglierne tutta la portata autenticamente metafisica (pāramārthika): Perché gli Avatāra si manifestano solo in India, di Svāmī Hariharānanda Sarasvatī “Karapātrījī”; La dottrina Advaita dell’Avatāraṇa e Qual è la causa dell’ignoranza? Della stessa Autrice, Maitreyī.
Gururbrahmā, Gururviṣṇuḥ, Gururdevo Maheśvaraḥ,
Guruhusākṣāt Param Brahma Tasmai, Śrigurave Namaḥ1
- Il Guru è Brahmā, il Guru è Viṣṇu, il Guru è Maheśvara. Il Guru è lo stesso Brahman Supremo; mi prosterno davanti questo Guru.[↩]
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