L’evidenza e la sua comprensione

Pubblichiamo il capitolo che sostituirà i primi tre de “Il Serpente e la Corda” nella sua edizione inglese che verrà a breve pubblicata dalla casa editrice Indica Books di Benares con il titolo “Tattvamasi: The Direct Way of Advaita Vedanta”. Infatti per il lettore indiano la situazione drammatica dell’Occidente e le condizioni della Tradizione in India sarebbero stati argomenti del tutto superflui.

Alcune precisazioni sullo “Śivaismo del Kaśmīra”

Un articolo volto a fare chiarezza su un argomento tanto affascinante quanto, forse, mal compreso, lo Śivaismo del Kaśmīra, corrente tantrica che sollevò un interesse inaspettato e la la cui fortuna si diffuse rapidamente, soprattutto in Occidente, sull’onda del movimento hippy.
Diverse comunità di “figli dei fiori”, trapiantate in varie località dell’India, presero a combinare la pratica di danza e musica indiana all’uso di stupefacenti e a metodi appresi da libri o da Guru di dubbia regolarità. Tutto ciò costituì un ‘cavallo di Troia’ con cui introdurre nel sanātana dharma un elemento di critica e aggressione all’Advaita che ne costituisce l’essenza e il cuore; malauguratamente questo retaggio continua a produrre i suoi effetti ancora oggi, con conseguenze nefaste per quanti sono in cerca dell’autentica spiritualità indiana, ma non riescono a districarsi nei molti rivoli che la compongono.

Il Serpente e la Corda

G.G.Filippi, Il serpente e la corda, Introduzione. Il quadro impietoso che è sotto gli occhi di chi voglia vedere, dovrebbe indurre, più che all’azione di contrapposizione, alla conoscenza, solo mezzo per dissolvere il saṃsāra. Questa è la prospettiva che indica questo libro: dopo una accurata disamina della situazione attuale, la ‘proposta’ per sottrarvisi.

I darśana considerati dal punto di vista advitīya

Questo articolo è stato sollecitato dalla necessità di dipanare le confusioni che spesso possono insorgere nel lettore a causa del condizionamento operato da alcuni ‘pregiudizi’ culturali. Come si leggerà, il sanātana dharma, avendo sempre sottesa, come fine ultimo, la liberazione dall’ignoranza, è completamente scevro da tali condizionamenti e anzi fornisce la dottrina e il metodo atti a rimuovere proprio tutto quanto fa parte dell’ignoranza. Dunque i darśana considerati nella prostettiva advitīya, assumono tutta un’altra portata rispetto a dei ‘punti di vista’ equivalenti con cui operare l’indagine conoscitiva. Infatti l’Unica Realtà non duale costituisce il vero discrimine per ordinarli e subordinarli alla Brahman vidyā che ne è l’espressione.

Rivoluzionari, eretici, maghi, scienziati e strozzini

Questo articolo è il capitolo 61 della serie “Ab Ordine chaos” ed è stato pubblicato nel terzo volume. Come è accaduto sovente con gli studi che compongono questa raccolta, vengono evidenziate le falsificazioni compite dalla storia ufficiale a vantaggio della formazione di una mentalità evoluzionista acritica che considera cambiamento e miglioramento come sinonimi per giustificare il grande inganno perpetrato a danno dell’uomo e se fosse possibile della Verità..

La causalità-ignoranza nel sonno profondo secondo la Māndūkia Upanisad e le Kārikā di Gaudapāda*

Sulla rivista ATRIUM è stato pubblicato questo articolo di Gian Giuseppe Filippi. Il tema trattato, “La causalità-ignoranza nel sonno profondo” riteniamo sia di sicuro interesse per i Lettori di queste pagine; così abbiamo chiesto al Direttore editoriale di Atrium, Professor Nuccio D’Anna che ringraziamo sinceramente, la possibilità di pubblicarlo anche nel nostro blog.

न Na

La lettera na e la na cerebrale del devanāgarī non possono in alcun modo essere ramenée[s] à ses éléments géométriques fondamentaux, nella forma seguente: forma che nemmeno esiste nelle varie grafie indiane derivate dal sanscrito. Così viene mostrato quanto sia improprio accostare la nun alla na e con ciò tutto quanto ne consegue.