La necessità dell’Upāsana (meditazione)

Nella rubrica della rivista Adhyātman prakāśa, Shankara’s Letters, destinata ai lettori che chiedevano risposte spirituali per questioni inerenti anche la vita quotidiana, Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī affronta la questione della necessità dell’Upāsana/Meditazione, con risvolti sorprendenti anche per la vita quotidiana, come è nei propositi di questa rubrica.

La Devozione al Guru (Guru Bhakti)

Questo testo di Śrī Jayendra Sarasvathī Svāmigal, successore di Śrī Candraśekharendra Sarasvatī al Kāñcī Kāmakoti Pīṭha, approfondisce il concetto di Guru Bhakti (devozione al maestro) con una chiarezza magistrale; rovesciando la prospettiva dualista, ci insegna che soprattutto la figura del Guru non si sottrae alla Realtà del Supremo Brahman non-duale e che come tale è al di là di ogni differenza e determinazione.

L’acquisizione della Conoscenza (jñāna)

L’acquisizione della Conoscenza può aiutarci anche nella vita quotidiana a superare la sofferenza determinata dall’ignoranza; questo insegnamento di Śrī Candraśekharendra Sarasvatī che risale al 7 dicembre 1957, smentisce decisamente le accuse di astrattezza che spesso vengono rivolte alla ‘filosofia indiana’ e conformemente al Suo ruolo spirituale, il Jagadguru mostra come la realizzazione individuale dello jñāna oltre a consentire il conseguimento dello scopo supremo della vita, abbia una portata universale perché propizia il bene del mondo intero.

L’evidenza e la sua comprensione

Pubblichiamo il capitolo che sostituirà i primi tre de “Il Serpente e la Corda” nella sua edizione inglese che verrà a breve pubblicata dalla casa editrice Indica Books di Benares con il titolo “Tattvamasi: The Direct Way of Advaita Vedanta”. Infatti per il lettore indiano la situazione drammatica dell’Occidente e le condizioni della Tradizione in India sarebbero stati argomenti del tutto superflui.

Considerazioni sul Guru nella tradizione tantrica

Questo articolo tratta del ruolo che il Guru esercita nella via tantrica, e più in generale del rapporto che intercorre fra costui e il discepolo. Questa relazione ha il solo scopo di recidere il germe dell’ignoranza con la potenza della conoscenza e ciò avvalendosi dell’iniziazione. Attraverso questa il Guru trasmette un metodo e il mantra che consentiranno al discepolo di realizzare lo scopo supremo, la Liberazione. Per questo chi sente l’anelito irrinunciabile alla libertà, che peraltro è la propria condizione naturale, deve cercare di ottenerla da un maestro adepto.

HṚDAYA – IL CUORE

Questo testo costituisce il capitolo X del libro del noto studioso e ricercatore John Grimes, L’Advaita Vedānta nell’insegnamento di Śrī Ramaṇa Maharṣi (https://www.ekatosedizioni.it/prodotto/ladvaita-vedanta-nellinsegnamento-di-sri-rama%e1%b9%87a-mahar%e1%b9%a3i/). A detta di alcuni lettori che hanno voluto complimentarsi per questa scelta editoriale, si tratta di un volume splendido che restituisce a Bhagavān la Sua giusta collocazione in seno all’Advaita Vedānta, di cui è, a pieno titolo, uno dei più eminenti Guru.

Preparazione per Nivṛttidharma

Nella rubrica della rivista Adhyātman prakāśa, Shankara’s Letters, destinata ai lettori che chiedevano risposte spirituali per questioni inerenti anche la vita quotidiana, Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī indica cosa sia nivṛttidharma e come ci si prepari ad essa. Questo testo di Svāmīji è contenuto nel volume 5 di Vedānta Sandeshagalu, pubblicato da Adhyatma Prakasha Karyalaya, Holenarasipura.

Requiem Babylon (Introduzione)

Nella Introduzione di Requiem Babylon, l’Autore getta le basi su cui svilupperà, nei capitoli successivi, il tema centrale di questo lavoro di ricerca e rettifica: il modo differente in cui viene considerata Māyā nella Brahma vidyā e da tutte le altre dottrine dualiste. Una differenza davvero abissale che nel primo caso consente di creare i presupposti per superare la dualità, mentre nel secondo imprigiona irrimediabilmente in essa.