
Sandro Consolato
A Ovest con René Guénon
Il libro è ricco di dati e di spunti di grande interesse che, unitamente al tono mite ed equilibrato (virtù quanto mai rara presso gli esoteristi italiani), lo rendono di utile e di gradevole lettura. In modo particolare, è di grande rilievo la ben fondata rivalutazione dell’intellettualità classica, in particolare latina, spesso indebitamente sottovalutata a favore della barbarie celtica e germanica.
Nuccio D’Anna
I Cicli Cosmici. Le dottrine indiane sui ritmi del tempo
La concezione ciclica indiana sarebbe stata improntata su quella dei babilonesi, degli akkadi, se non addirittura su quella degli elleni pitagorici, come se questi popoli antichi e la loro sapienza avessero una ‘natura’ occidentale da cui sarebbe provenuta la presente scienza moderna. Il prof. D’Anna ha avuto buon gioco a dimostrare l’inconsistenza di tale pregiudizio, sulla base della primordialità del Ṛg Veda, delle descrizioni astrali immensamente remote che in esso si leggono, e delle evidenze archeologiche dell’Indo-Sarasvatī. Ciò che meraviglia di questo saggio è la sua ricchezza e la sua complessità: l’Autore ha raccolto una quantità monumentale di testi, fonti, studi, utilizzandoli al meglio, intervenendo nelle discussioni per fare chiarezza e per raddrizzare in continuazione la rotta verso una visione coerente della dottrina indiana dei cicli cosmici.


John Grimes
Keywords of Vedānta in the light of the teachings of Sri Ramana Maharshi [Parole chiave del Vedānta alla luce degli insegnamenti di Sri Ramana Maharshi]
I libri scritti in passato dai devoti di Śrī Ramaṇa Maharṣi, in particolar modo quelli di estrazione occidentale, si distinguevano per la scarsa comprensione degli insegnamenti ricevuti e, spesso, per la conseguente banalità delle domande rivolte al Grande Saggio. John Grimes (1948-2022) si distingue per la sua preparazione vedāntica con cui commenta i profondi insegnamenti di Bhagavān che riporta in questo libro. È davvero una lettura piacevole e proficua, e un invito a manana per coloro che sono in grado di farlo. Il libro è altamente raccomandabile, anche perché dimostra la perfetta identità tra le parole di Śrī Ramaṇa e la dottrina advitīya di Gauḍapāda, Śaṃkara, Sūreśvara e degli ācārya e sādhaka contemporanei
ATRIUM – Studi Metafisici e Umanistici
La Rivista “ATRIUM” opera da 23 anni; da otto anni il Direttore Editoriale è il Professor Nuccio D’Anna. È un trimestrale che si occupa di storia delle religioni, di spiritualità e di simbolismo sacro. In questi ultimi otto anni è cambiato totalmente l’indirizzo della Rivista che annovera fra i suoi collaboratori alcuni dei più eminenti esperti europei delle singole discipline: vogliamo menzionare a tal riguardo gli yamatologi Anne Bouchy e F. Girard che hanno trattato rispettivamente lo shugendo (la prima volta che succede in Italia) e il buddhismo Tendai; il professor Ognibene per l’Iran antico; la professoressa Marchianò sullo yoga, che ha permesso anche la pubblicazione di un articolo introvabile del marito, E. Zolla; F. Ferrari, A. Ronzitti, G. Muscolino, G.Pellegrini, Ilaria Ramelli, B. Sergent, E. Garzilli, P . Mander, ed altri. Recentemente ha inviato un suo articolo da pubblicare sulle nostre pagine anche il massimo studioso mondiale de L’Ami de Dieu de l’Oberland, il professor Moncelon. Si tratta di una schiera di 30 collaboratori annuali che scrivono con altissimo profilo specialistico.
La Rivista ha anche pubblicato alcuni fascicoli monotematici quali Dante e i Fedeli d’Amore e L’India e Marsilio Ficino ai quali hanno collaborato specialisti delle singole discipline. La diffusione della rivista ha raggiunto anche la Francia e la Germania.


Svami Satcidanandendra Sarasvati
DOCTRINE ET MÉTHODE DE L’ADVAITA VEDANTA
Introduction, notes et commentaires de Gian Giuseppe Filippi. Traduit de l’italien par Alessandra Tamanti. Préface de Svami Prakasanandendra Sarasvati
L’Advaita Vedānta représente la plus haute doctrine métaphysique de la tradition hindoue, élaborée par Śaṃkarācārya et transmise sans interruption jusqu’à nos jours. L’auteur des deux brefs traités publiés dans ce volume, Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī (1880-1975) est l’un des plus éminents représentants contemporains de cette école et il a voué son œuvre à la défense de l’authentique doctrine de Śaṃkarācārya contre les distorsions qu’elle a pu subir. Dans ces deux traités réunis pour la première fois, il expose cette doctrine non comme une simple spéculation philosophique, mais comme une quête intérieure de la réalisation de l’identité entre le Soi et le Principe Suprême, le Brahman. C’est aussi la première fois que sont présentées explicitement au lecteur occidental, par un maître et savant traditionnel, les données de la méthode qui conduit à cette réalisation.
Krishnaswamy Iyer
Vedanta or The Science of Reality
Tratto dalla Prima Parte:
“Ora, il Vedanta ha un modo peculiare di relazionarsi con il problema del mondo, il quale è il crocevia, il centro di tutti i sistemi filosofici. Che l’idea che il mondo, come percepito da noi, sia in parte determinato dai nostri organi di percezione, cioè l’intelletto e i sensi, è un fatto ora comunemente accettato da tutti i pensatori europei, specialmente dopo Kant. Ma che l’oggetto percepito sia strettamente e invariabilmente un mero fenomeno concomitante (un fenomeno che naturalmente accompagna o segue qualcosa, a cui è associato) alla coscienza allo stato di veglia è un punto di vista vedantico sconosciuto dagli altri. Ciò che è conosciuto come il mondo, compreso il nostro corpo, va e viene con la nostra veglia; un mondo in sé, che fosse separato dalla veglia, è una chimera, (il mondo della veglia è un’esperienza, e non un dato, è incluso nello stato di coscienza di veglia). La nostra immaginazione, la quale può combinare, deformare e separare le immagini con sommo disprezzo della logica e della realtà, taglia fuori il mondo dalla coscienza di veglia con la quale esso è inseparabilmente legato, e lo presenta alla nostra contemplazione come se fosse un’entità in sé e per sé”.
