Gesta di Śaṃkarācārya, capitolo I: il Maestro
In occasione dell’uscita del volume “Gesta di Śaṃkarācārya”, proponiamo il primo capitolo a beneficio dei lettori interessati.
In occasione dell’uscita del volume “Gesta di Śaṃkarācārya”, proponiamo il primo capitolo a beneficio dei lettori interessati.
Uno studio che si propone di fare emergere i tratti di un unico insegnamento sul Reale, che in questo caso accomuna Oriente e Occidente nelle persone di questi due insigni esponenti che sono Ādi Śaṃkarācārya e Meister Eckhart, ci sembra fornire un contributo prezioso in vista del superamento di certi pregiudizi che in molti casi vanno a scapito di un sincero e proficuo orientamento spirituale.
Этот краткий трактат в форме диалога, Advaita Jijñāsa, “Желание познать Веданту» является ценным синтезом доктрины Веданты, с помощью которого исправляются различные ошибки, типичные для неоведантина.
Questo breve trattato in forma di dialogo, Advaita Jijñāsa, “L’attrazione per la conoscenza non duale”, è una preziosa sintesi della dottrina vedāntica con cui si rettificano diversi errori tipici del Neo-Vedānta.
Opera biografica dal taglio dottrinale e sintetico più che agiografico e narrativo sul sommo Ācārya e massima autorità di Advaita Vedānta scritta da Maitreyī che si è rifatta alle opere di due notissimi guru contemporanei, il Jagadguru Svāmī Candraśekharendra Sarasvatī e Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī.
Il 24 gennaio è ricorso il settantatreesimo anniversario della saṃnyāsa dīkṣā del nostro venerato Guru Svāmī Svarūpānanda Sarasvatī, Jagadguru Śaṃkarācārya del Jyotiṣpīṭha e del Dvārakā Śāradāpīṭha. Per l’occasione ha voluto indirizzarci questi brevi insegnamenti.
Брахму часто называют всеведущим и всемогущим Господом (sarvajñaḥ sarvaśaktirīśvaraḥ), первопричиной рождения, поддержания и разрушения мира. Два момента могут вызвать сомнения у начинающего…
Brahman è spesso descritto come l’onnisciente e onnipotente Signore (sarvajñaḥ sarvaśaktirīśvaraḥ), causa della nascita, mantenimento e dissoluzione del mondo. Due dubbi possono insidiare la mente del principiante…
“La fede è espressa in sanscrito dalla parola śraddhā. La Bhagavad Gītā (XVII.2-3) afferma: “La śraddhā di ogni essere vivente sorge dalla sua stessa natura ed è triplice. Quella della purezza [sorge] da sattva, quella della passione da rajas e quella dell’inerzia da tamas. O discendente di Bharatha, la fede di un essere umano è connaturata alla sua mente. Ogni persona è costituita dalla sua śraddhā. In verità ognuno è quello che è la sua fede”. Da questa affermazione scritturale si deduce che śraddhā assume caratteristiche diverse a seconda della prevalenza di un guṇa sugli altri due”. Da questa premessa viene sviluppato dall’Autore, questo breve ma efficace articolo che ci propone spunti di riflessione inusuali su di una tematica nevralgica in ogni via spirituale.
Per chiarire, a chi può e vuole comprendere, animato da solo desiderio di verità, proponiamo una breve raccolta di insegnamenti di ādi Śaṃkara Bhagavatpāda che indicano in modo inequivocabile la differenza fra Conoscenza (jñāna) e rito (dharma) e la spiegazione inconfutabile del perché solo la prima conduca alla Liberazione dalla condizione sāṃsārika. Presa coscienza di queste sentenze della massima Autorità advitīya, appare temerario inventarsi un Vedānta in base alla semplice lettura d’un singolo libro, che oltretutto non esprime il puro Advaitavāda. Infatti “Brahman deve essere conosciuto solo per mezzo dell’insegnamento tradizionale dei maestri e non con argomentazioni, studio, ragionamento, erudizione, meditazione, ascesi, sacrifici” (KeUŚBh I.4).
I mahāvākhya rappresentano l’essenza di tutto l’insegnamento delle Upaniṣad. Nella Grande Frase che è argomento di queste righe non è sintetizzato un solo aspetto della dottrina, ma, in verità, la totalità della conoscenza intuitiva che gli advaitin usano come ‘metodo’ per la realizzazione (sākṣāt sādhana).
Questo estratto proviene dal volume “Commento a Le cinque gemme dell’Advaita” di Śrī Śrī Svāmī Satchidānandendra Sarasvatī Mahārāja. Fin dalle prime pagine sono stabiliti, a scanso di equivoci, i fondamenti autentici della Dottrina della Non-dualità, cosicchè il lettore qualificato potrà coglierne tutta l’incomparabile portata.