Tra Oracoli, Sciamani e Yeti dell’Himalaya

RECENSIONE: Gian Giuseppe Filippi, Tra Oracoli, Sciamani e Yeti dell’Himalaya, Milano, Ekatos ed., 2022. Pp. 158, ∈ 22,00. Come si evince dal titolo, l’opera tratta un ambito particolare, poco chiaramente conosciuto e spesso incompreso. Grazie alle numerose missioni scientifiche in zone tribali dell’India, dell’arco himalayano tra il Nepal e la Birmania, fino a Taiwan e altrove che hanno permesso uno studio accurato sugli argomenti in esame, l’autore fornisce una spiegazione esaustiva dei diversi fenomeni di possessione.

Discriminazione tra Kāma e Mumukṣā

Śrī Śrī​​ Prakāśānandendra Sarasvatī Svāmījī, ha tenuto questa upadeśa a tre discepoli in Bengaluru il 27.11.2017. L’insegnamento a scopo di śrāvaṇa ha l’andamento tradizionale: le ripetizioni sono intenzionali e metodiche. ​ In ogni jīva c’è il desiderio naturale di essere felice. Infatti i desideri del jīva da realizzare in questa vita o nell’aldilà non sono motivati da nulla di diverso dal desiderio di mokṣa. Istintivamente il jīva non vuole rimanere così com’è, perché si sente limitato dal fatto d’essere un agente (kartā) e un fruitore (bhoktā): vuole liberarsi da questi attributi per essere felice, ma non riconosce la vera natura di questo desiderio istintivo. Però il desiderio vero è l’aspirazione alla Liberazione.

Gesta di Śaṃkarācārya, capitolo VIII: Opere di Śrī Śaṃkarācārya Bhagavatpāda

In questo capitolo conclusivo, si cerca di fare un po’ di chiarezza circa le innumerevoli Opere attribuite a Śaṃkara. Questo lavoro è particolarmente importante, non tanto per celebrare l’Autore, ma perché spesso sotto il Suo nome vengono proposte sottilmente tesi dualiste che nulla hanno in comune con la vera Dottrina advitīya da Lui esposta.

Gesta di Śaṃkarācārya, capitolo VII Pellegrinaggio alle quattro estremità dell’India

In questo capitolo conclusivo l’Ācārya compie un pellegrinaggio con cui raggiunge le quattro estremità dell’India fondando i corrispondenti Pīṭham, centri iniziatici stabiliti per la difesa della pura dottrina advitīya. Śaṃkara proseguì poi alla volta di Badari, dove s’incontrò con Gauḍapāda, Śukācārya e Veda Vyāsa, tutti estremamente soddisfatti di come aveva espresso e diffuso la dottrina suprema. Qui lo venne a prendere un manipolo di aiutanti divini del Dio Śiva che lo condussero fino alla vetta del monte Kailāsa. Sulla strada del ritorno, egli in solitario prese la direzione di Kedārnātha. Fu su questi sentieri di alta montagna che Śaṃkarācārya scomparve per sempre. Non ci sono racconti sulla sua sparizione. A Kedārnātha un modesto samādhi starebbe a ricordare il luogo in cui svaporarono i cinque elementi che componevano il suo corpo. Aveva allora compiuto da poco i trentadue anni.

Gesta di Śaṃkarācārya, capitolo IV: Fine del brahmacarya e la ricerca del maestro di Vedānta

Quasi tutte le biografie agiografiche dell’Ācārya concordano che egli trovò il suo maestro sulle rive della Narmadā, fiume che taglia quasi orizzontalmente in due l’India. Alcuni testi, però, propongono il Badarikāśrama himalayano come luogo d’incontro. Questa versione probabilmente aveva lo scopo di collegare geograficamente quel guru alla paramparā risalente a Vyāsa, Śukācārya e Gauḍapāda che aveva sede in Badarinātha. È un altro modo per indicare la paramparā dell’advaita usando un simbolismo geografico.

Alātaśānti – Presentazione a cura dell’Editore

Questo studio di Carlo Rocchi, Alātaśānti – L’Advaita Vedānta e i suoi più consueti travisamenti, attraverso l’abbondante proposizione dei testi della śruti e dei commenti dei più importanti Guru, fornisce gli strumenti, a chi ne ha le possibilità, per fare chiarezza riguardo alle incomprensioni che in ogni epoca mostrano la difficoltà di capire l’Advaita Vedānta per quello che è realmente.

La causalità-ignoranza nel sonno profondo secondo la Māndūkia Upanisad e le Kārikā di Gaudapāda*

Sulla rivista ATRIUM è stato pubblicato questo articolo di Gian Giuseppe Filippi. Il tema trattato, “La causalità-ignoranza nel sonno profondo” riteniamo sia di sicuro interesse per i Lettori di queste pagine; così abbiamo chiesto al Direttore editoriale di Atrium, Professor Nuccio D’Anna che ringraziamo sinceramente, la possibilità di pubblicarlo anche nel nostro blog.