Shankara’s Letters, Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī
Paura della morte (Maggio 1958)
Un lettore ha posto a Svāmīji questa domanda:
“Negli ultimi quattro anni, la mia vita è stata fuorviata in molti modi: dal dubbio su tutto, dal timore della morte, dalla assoluta mancanza di fede, diventando così irrequieta. Un chiromante che ha letto la mano di mia moglie, le ha detto che sarebbe diventata vedova entro tre anni. Questo ha ulteriormente agitato la mia mente. Che io muoia presto o no, che consiglio mi puoi dare per evitare che questa emozione improvvisa e violenta colpisca ulteriormente la mia anima?”
La risposta di Svāmīji è questa:
Scienze come Jyoti ṣa (astrologia) e Sāmudrika (chiromanzia) non sono perfette. È difficile trovare esperti in grado di praticarle e fornire interpretazioni certe. Ci sono molte persone insidiose e fraudolente in quest’epoca, che spaventano la gente con previsioni infondate, e con questo ci guadagnano da vivere. Anche se trovi esperti onesti che padroneggiano queste scienze, senza dubbio, gli eventi futuri che prevedono, sono solo possibilità, non regole definite che devono ineluttabilmente accadere. Quindi sappiate che non c’è motivo di avere paura e angosciarsi per la previsione fatta dal chiromante.
Comunque, una persona che sapesse che cose così belle o così brutte potrebbero accadere in futuro, sarebbe nella migliore condizione per adoperarsi a raggiungere quel bene o trovare soluzioni per evitare quel male. Jyoti ṣa e altre scienze del genere rivelano i risultati del karma passato; tuttavia, queste scienze non dicono che sia impossibile propiziare quei risultati o eliminare i loro effetti funesti attraverso il karma presente.
Un altro punto da evidenziare è questo. Nella prospettiva del mondo della relazione (vyāvahāra dṛṣṭi) è vero che è il nostro karma a determinare i risultati. Ma, per la grazia di Bhagavan (Īśvara, Dio) e le benedizioni dei Bhagavad-bhakta (devoti di Dio), possiamo anche ottenere una sorte più propizia che permetta di eliminare le cose indesiderate. Pertanto, sapendo questo, dovremmo cercare di coltivare la devozione a Bhagavan e arrenderci a lui.
I saggi dicono che Bhagavan è bhayak ṛdbhayanā śanaḥ, “Colui che crea paura e colui che elimina la paura”. La paura nasce solo in coloro che sono separati da Bhagavan (parāṅgmukha). Per coloro che si sono arresi a Bhagavan, tutte le paure scompaiono. Pertanto, dovresti ricordare immediatamente Bhagavan. Mi hai scritto che anche se non c’è traccia di malattia nel tuo corpo, stai diventando debole. Anche se i medici non riescono a diagnosticare nulla, la grande malattia della preoccupazione è sorta in te. Contemplando Bhagavan, quella malattia sarà completamente guarita, e la forza aumenterà anche nel corpo. Pensa: “Mi sono arreso a Bhagavan, cosa può spaventarmi?” Canta il nome di Bhagavan incessantemente; prega mattina e sera, “Bhagavan, fa che io pensi sempre a te!”
Le Upaniṣad dichiarano che Paramātman (il Sé Supremo) è il vero Ātman (Sé) di tutti gli esseri. Le Upaniṣad proclamano che Paramātman è della natura di Ānanda (Beatitudine), Aja (non nato), Ajara (senza età), Amara (immortale), Amṛta (nettare di immortalità), Abhaya (senza paura)! Fai un voto e dì: “Questo corpo che sta decadendo non è il mio Ātman, questa mente che è soggetta a preoccupazioni e paura non è il mio Ātman; il vero Ātman è Bhagavan che è Ajara e Amara. Ora cercherò di realizzare questo principio e di restare in Ātmānanda (beatitudine del Sé)”. Inizia leggendo testi di autentica spiritualità che spiegano il principio di Paramātman. Cerca la compagnia dei saggi che contemplano costantemente Paramātman. Rifletti ripetutamente sul fatto che Paramātman è della natura di Ānanda e che risiede nel tuo cuore. Abbi fiducia e fai tuo il detto vedāntico:
“Ānandam Brahma ṇo vidvān na bibheti kuta ścana” (Tait. II. 4),
“Chi conosce la beatitudine di Paramātman non teme nulla”.
Troverai la serenità senza paura di malattie, vecchiaia e morte.
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