Descrizione
Finché non possiede l’unità, l’anima non giunge mai alla pace, finché tutto divenga una cosa sola in Dio. Dio è Uno; questa è la beatitudine dell’anima, il suo ornamento e la sua pace. Un maestro dice: in tutte le sue opere, Dio ha in vista tutte le cose. L’anima è tutte le cose.
Dio versa sempre nell’anima ciò che, di tutte le cose sotto di essa, è la parte più nobile, più pura, più alta. Dio è tutto ed è Uno. «Un Dio, Padre di tutti», ci aiuti a diventare una sola cosa con Dio.
Sembra una chiosa ai trattati di Advaita Vedānta di Ādi Śaṃkarācārya il cui unico fine è quello di indicare la Via della Liberazione e pertanto farne esperienza in vita attraverso la realizzazione Metafisica; ma anche alla Risâlatu-l-ahadiyyah che configura l’Identità Suprema, con il riassorbimento della molteplicità nell’Unità; è tuttavia opportuno sottolineare, per non far luogo a confusioni, che la dottrina dalla “non-dualità” è presente solo nel Vedānta e ha in esso la sua espressione dottrinale, quindi è con questa che ci si deve rapportare se lo si desidera, tutto il resto potrebbe servire solo nel percorso di avvicinamento. Si comprende dunque perché queste pagine, nate nell’alveo religioso del Cristianesimo cattolico, mostrino un carattere che va ben oltre la forma specifica e lambisce anzi la purezza della primordialità originaria. A nostro avviso dunque, possono essere utili a ciascun ricercatore animato da buona volontà, la sola che consente di dare compimento e perfezione alla via spirituale; buona volontà che è un riflesso di quel “fondo del suo spirito” che è buono in se stesso per natura in quanto in esso risiede la Divinità nella Sua purezza.
Dalla Prefazione

